Cibo e sensazioni: 5 sensi, un’unica direzione

La storia d’amore più lunga di sempre

Il nostro primo incontro col cibo risale dal secondo in cui il nostro cuore ha iniziato a battere. Fin da quando eravamo nel grembo ci siamo nutriti e, infatti, una delle nostre prime comunicazioni col mondo esterno è avvenuta proprio tramite il cibo.

Man mano che siamo cresciuti abbiamo fatto la conoscenza di mille sapori diversi, da quelli più vicini alla nostra tradizione a quelli più lontani, esotici e particolari. Ogni odore, ogni sapore, ogni consistenza ha coccolato e stimolato i sensi del nostro corpo, arrivando a parlare anche alle parti più intime della nostra anima. Il nostro cuore e il nostro cervello sono addirittura arrivati a creare una memoria dedicata solo ed esclusivamente alla cucina, una vera e propria “memoria del cibo”, capace di risvegliare in noi ricordi lontani semplicemente attraverso gli alimenti.

Quando mangiamo il nostro corpo e la nostra mente vengono stimolati interamente. Chi cucina non deve occuparsi solo ed esclusivamente del gusto di quello che crea, deve anche soddisfare e coccolare ogni singolo senso, creando così un’esperienza per l’ego di chi mangia.

Mangiamo anche con gli occhi

La vista è uno dei sensi più importanti quando parliamo di cibo. È essenziale sia per chi cucina, sia per chi mangia.

Gli occhi supportano lo chef nella scelta degli ingredienti, aiutandolo a scegliere gli alimenti dai colori più brillanti e dall’aspetto sano. La vista è inoltre l’artefice della presentazione del piatto, senza di essa non esiterebbe l’arte dell’impiantamento.

Questo senso diventa protagonista anche poco prima di mangiare; è capace di influenzare la percezione del gusto di quello che mangiamo. È di fondamentale importanza conquistarla, difatti un’ottima presentazione del piatto stregherà chiunque ci si trovi davanti.

La nostra macchina del tempo

Il nostro naso è direttamente collegato alla nostra memoria. Alcuni ricordi possono essere sbloccati solo tramite l’olfatto, un singolo odore ci può riportare alla mente momenti, emozioni e sensazioni appartenenti al passato.

Anche nell’alta cucina quello che molti chef fanno è trasportare chi mangia, in posti lontani, creando nella mente di chi gusta scenari differenti. Il nostro naso è capace di farci viaggiare con la mente. Non è difficile stimolarlo, sta solo a noi decidere dove vogliamo andare.

Un incontro, uno sfioro, una carezza

La consistenza di quello che mangiamo è un aspetto fondamentale per il nostro corpo. La nostra mente ha imparato ad associare ad ogni ingrediente la sua consistenza e le sue caratteristiche tattili. Il cioccolato che si scioglie, il frizzare di una bollicina, la croccantezza del pane; la nostra bocca riconosce come il cibo sfiora, tocca e coccola il suo interno.

“L’attesa del piacere è in sé stessa il piacere”.
Anche le mani ricoprono un ruolo fondamentale. Ancor prima di gustare determinati piatti, ognuno di noi li assapora prima col tatto, scoprendone la consistenza e la temperatura.

Una canzone che conosciamo tutti a memoria

Anche se ci possa sembrare che l’udito c’entri poco con la cucina, in realtà ha un ruolo chiave quando mangiamo. Il suono che ogni ingrediente produce è un qualcosa che ognuno di noi conosce bene fin da quando era piccolo.

Ogni ricetta crea una sinfonia unica che risuona all’interno della nostra bocca a ogni morso. Ogni ingrediente è parte di un’orchestra pronta ad esibirsi quando viene gustata.

Le nostre orecchie sono fondamentali quando mangiamo, senza di esse più il cibo non suonerebbe più per nessuno.

Altrimenti… che senso avrebbe la cucina

Il gusto, il senso per eccellenza associato alla cucina. Questo senso ci permette di sviluppare le nostre preferenze. La nostra bocca è il luogo dove fin dalla tenera età abbiamo capito cosa apprezzare e cosa meno. Qui avviene la magia, qui riusciamo a gustare l’arte e il fine ultimo del piatto.

Il gusto, abbinato agli altri sensi, crea un qualcosa di straordinario che, se adeguatamente stimolato, impersonifica l’essenza della cucina.

Il sesto senso che ci guida

Ogni senso del nostro corpo è fondamentale per riuscire ad apprezzare a pieno la cucina. Ma cosa succede quando un amore per il cibo, intrinseco nella natura umana e nei suoi sensi, incontra un paese, una tradizione, un popolo che ha fatto della cucina la sua più grande passione? Da qui nasce la cucina italiana, l’amante più antica e passionale del cibo.

La cucina italiana ha come musa assoluta il sesto senso. Il fine è quello di creare in ognuno di noi emozioni uniche e irrepetibili. L’Italia ha trasformato il mangiare in un’occasione per stare insieme. L’atto di cucinare per gli altri non è fine a sé stesso. A tavola si condivide, si ride, si beve e il cibo assume un profondo significato di unione.

Tutto questo è evidente all’interno di un ristorante, dove l’emozione è la protagonista assoluta. Il personale, dal cameriere allo chef, collabora per creare un ambiente unico. L’attenzione ai minimi dettagli, la parola detta al momento giusto, il savoir-faire… tutti questi elementi contribuiscono a coinvolgere e conquistare il cliente. L’obbiettivo è quello di creare un momento di stupore iniziale che lascerà poi spazio a un dolce ricordo che si conquisterà un segno indelebile nella nostra mente, lasciando un senso di nostalgia dei sapori gustati e dell’esperienza vissuta.

L’alta cucina italiana riflette il suo popolo e la sua tradizione. È emozione, è passione, è coinvolgimento. Una volta conosciuta, non la si porterà sempre dentro di sé.

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